integrazione marketplace: come fare?

L'integrazione con i marketplace come Amazon, Aliexpress o eBay è un'attività sempre più attuale data la rilevanza commerciale che rivestono oggi e che rivestiranno nel futuro.

Tipicamente l'integrazione riguarda lo scambio di dati tra un sito eCommerce ed i marketplace (ad esempio, voglio pubblicare su Amazon tutti gli articoli che ho sul mio sito) oppure i marketplace ed un gestionale (ad esempio, voglio veder arrivare gli ordini di Amazon sul mio gestionale).

Oppure l'integrazione tra marketplace e gestionali aziendali, come quella tra Danea e Amazon. Oppure come l'integrazione tra Danea ed eBay oppure ancora l'integrazione volta a recuperare gli ordini di Amazon FBA.

Sotto un profilo concettuale l'integrazione è un'operazione semplice ma per ogni caso possono esistere delle insidie che sono peculiari e ragione della condizione da cui parti.

Quale piattaforma di eCommerce impieghi? e quale versione? e poi ancora quali processi vuoi automatizzare? solo la parte di pubblicazione dei prodotti? e se si, in quali nazioni? integri anche la logistica? e i servizi IVA, come quelli che Amazon mette a disposizione?

Il nostro suggerimento è quello di prendere seriamente un passaggio che se mal coordinato può essere frustrante e dispendioso in termini di tempo (se non economici a causa di uno stop sulle attività online).

In questo articolo mettiamo a tua disposizione tutta l'esperienza fatta dai nostri "solution architect", riportando gli elementi di cui devi tener conto, le criticità, alcuni casi di studio ed infine una check list di cui tener conto prima di rendere attiva l'integrazione.

Speriamo di esserti di aiuto :) Buona lettura.

Indice dei contenuti

A woman typing on a computer

Considerazioni preliminari

La prima considerazione che ti invito a fare, quando stai ragionando all'integrazione con i marketplace, è quale siano le occasioni che giustifichino l'intraprendere questo percorso.

So che può sembrare un approccio impopolare ma quando si lavora su elementi che possono rappresentare il "sistema nervoso" delle attività commerciali di un'impresa allora l'esperienza suggerisce cautela.

Condurre questa riflessione di buon senso è un atto dovuto tanto per il cliente quanto per il fornitore.

Per esperienza diretta ti posso dire che negli anni abbiamo rilevato sostanzialmente due differenti scenari:

  1. venditori professionali che gestiscono importanti volumi di vendita. Solitamente si tratta di venditori che hanno account sui marketplace già attivi, che fruttano perlomeno centinaia di migliaia di euro ogni anno. Qui il mantra è "automatizzare".
  2. aziende strutturate con team specialistico. Sono aziende, spesso multinazionali, che non possono fare a meno di automatizzare, hanno risorse (umane ed economiche) per poter gestire progetti articolati e una visione orientata in modo particolare agli obiettivi. Qui il mantra è "non possiamo farne a meno".
Valuta quindi se la tua casistica appartiene ad una delle due qui sopra prima di intraprendere il percorso che ti condurrà alla completa integrazione.

Stato dell'arte e dei processi "as is"

Quando si parla di integrazioni, ci si riferisce allo scambio di dati tra software. Tuttavia dobbiamo ricordare che l'interscambio di dati è reso possibile da un'attività umana: le persone sono sempre al centro.

Quando un'integrazione diventa impossibile da completare è perché hanno fallito le persone, non i software.

Nel caso dell'automazione di processi aziendali, ad esempio della pubblicazione di molti articoli su Amazon o su eBay, è indispensabile prima di tutto:

  • che ci sia grande conoscenza dello stato dell'arte circa i software impiegati, le versioni, le architetture adottate, l'infrastruttura sistemistica, ecc.
  • che i processi siano chiari all'imprenditore e a tutti i componenti dell'organizzazione che sono coinvolti. Inoltre è indispensabile che gli stessi processi siano formalizzati.

La tentazione in cui si rischia di cadere quando si parla di integrazione è quella di rivedere daccapo tutti i processi, quando invece l'automazione dovrebbe affrontare lo snellimento di un'attività ripetitiva e che si conosce bene.

Un'analisi di come si comporta l'organizzazione, quali sono i soggetti coinvolti e quali sono i benefici attesi è ciò da cui si deve partire per riuscire nell'integrazione.

Se non hai mai avuto occasione di farlo, prova con un semplice schema usando un taccuino ed una biro, come nell'esempio che segue:

  • "quando arriva un ordine da Amazon, la segretaria Marta riceve una notifica via mail e raggiunge il Seller Central per evadere l'ordine"
  • "Marta copia i dati dell'acquirente su un file excel per comunicare al corriere la presa ed effettuare la spedizione"
  • "lo stesso file, poi, viene inviato via mail al magazziniere - Luca - che lo stampa per preparare gli ordini"
  • ...

Un'analisi condotta in modo professionale - poi - deve necessariamente scendere ad un livello tecnico approfondito perché, al di là dei processi, i diversi sistemi possano dialogare secondo un linguaggio comune.

Ciò che capita sovente, per esempio, è che la codifica dei prodotti che il venditore ha adottato è differente sulle varie piattaforme di vendita: questo stato di partenza rende impossibile ogni integrazione e va rilevato in fase di analisi.

Notebook with to do list
Two women working on a project on a computer

Tipologie di scambio dei dati

Esiste una forma di standardizzazione nello scambio dei dati tra sistemi grazie alla diffusione di insiemi di procedure dette API (Application Programming Interface).

Il fatto che molte aziende produttrici di software mettano a disposizione le proprie API al servizio di sviluppatori terzi, significa rendersi disponibile a "dialogare" con il mondo intero.

Una metafora per spiegarti in cosa consistano le API, se non hai competenze tecniche, è quella della casa e del frigo. Immagina che la casa sia il software, ad esempio il Seller Central di Amazon. Tu vuoi prendere una bottiglia d'acqua in frigo ma Amazon non vuole darti le chiavi di casa, perché te ne consegnerebbe di fatto la proprietà. Con le API ci riesce: ti rende disponibile la casa ma riservandoti l'accesso ad un impiego limitato (prendere una bottiglia d'acqua dal frigo) e senza necessariamente consegnarti le chiavi.

La diffusione delle API rappresenta una rivoluzione copernicana per tutto il mondo dello sviluppo e ha reso possibile ciò che prima del loro avvento sarebbe stato impraticabile.

L'interscambio di dati per tramite di API avviene con file di tipo xml o json ma questi sono tecnicismi che qui non vogliamo approfondire.

In molti casi i gestionali aziendali che assolvono alle funzioni di contabilità e magazzino, che sovente faticano a rimanere al passo con il progresso tecnologico, sono sprovvisti di questa tecnologia. Ecco quindi che bisogna attrezzarsi con sistemi di scambio meno all'avanguardia - per quanto efficaci - come file di tipo .csv o .txt

Le integrazioni che si fondano sullo scambio di dati secondo questa modalità, generalmente, preclude alte prestazioni (ad esempio, aggiornamento delle quantità disponibili a magazzino esclusivamente una volta al giorno) ma certamente è di più semplice e veloce realizzazione.

Passi falsi da evitare

Per la nostra esperienza ha senso affrontare un progetto di integrazione con la giusta cautela.

Sotto un profilo concettuale, un'integrazione è qualcosa di molto semplice che consiste nello scambiare dei dati tra software.

Secondo una prospettiva funzionale, invece, ogni integrazione presenta delle insidie che conosce bene chi ha dimestichezza ed esperienza.

Nel documento che puoi recuperare gratuitamente compilando il form, trovi alcune preziose informazioni che possono aiutarti a spendere il tuo tempo nel modo più efficace e con un orientamento agli obiettivi.

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Scopri insieme ad una guida esperta:

  • Quando pensare ad un'integrazione
  • Come valutare lo stato dell'arte: quali processi "mappare" per poter aver la garanzia di progredire e non di retrocedere
  • Quali sono le tecnologie disponibili sul mercato
  • I passi falsi da evitare
  • I tanti casi di studio "illustri" che abbiamo affrontato
  • La Check List per l'integrazione: per verificare che puoi procedere senza indugio